
Ferguson punta in basso
Il Manchester Utd fa ancora parlare di sè.
Nel bene, sul campo. A solo 1 punto dal Chelsea capolista, ha appena vinto la Carling Cup e ipotecato il passaggio ai quarti di finale di Champions contro il Milan.
Nel male, altrove. Il club è stato scalzato dal trono di club più ricco del mondo. L’emissione azionaria dello scorso gennaio (vd. post 3 febbraio) si sta rivelando un flop clamoroso. I tifosi sono in subbuglio contro una proprietà americana, quella dei Glazer, troppo indebitata per alimentare sogni di gloria (ma, benedetti tifosi, non vi basta mai…Ci sono squadre che non vincono in Europa da 55 anni). Hanno persino creato un trust che patrocina eventi e iniziative per giungere, un giorno, a rilevare il pacchetto azionario della società, modello Barca.
Ultima notizia, il gruppo di finanzieri riuniti sotto le insegne dei “cavalieri rossi” ha raccolto in poche ore 1,5 miliardi di sterline per convincere i Glazer a passare la mano (in realtà, dicono i bene informati, ne basterebbero molti meno). A coordinare il gruppo di valorosi condottieri c’è Jim O’Neill (colui che ha inventato il fortunato acronimo “Bric”, peraltro), capo economista di Goldman Sachs nonché grande tifoso dei diavoli rossi e amico personale di sir Alex Ferguson e del ceo David Gill. E’ lui a spingere perché il Manchester si affranchi dall’invasore yankee e sia restituito alla sua gente (e un po’ anche a lui, immaginando le commissioni che prenderà). Il problema è che la banca d’affari Usa, di cui O’Neill è dipendente, è tra i primi sottoscrittori del mega-bond da 500 milioni di sterline emessa due mesi fa dal club inglese. Goldman Sachs si troverebbe così nella duplice veste di bagnino che soccorre il natante e di squalo che lo attacca. Un ruolo che al ceo di Goldman Lloyd Blankfein non dovrebbe risultare impossibile, comunque.
Per adesso, la proprietà United ha smentito ogni possibilità di vendita, arrivando a minacciare la Goldman Sachs di ritirare le partnership finanziarie in corso se non ripone la sua testa di ponte. Così, a naso, il coltello dalla parte del manico ce l’ha la banca.
Il Milan, intanto, spera che queste macchinazioni finanziarie obnubilino la testa di Rooney e C. (ma i diavoli rossoneri saranno poi messi tanto meglio? Ai prossimi post).
Pubblicato da economictag 