Giacchette nere e fischietto in bocca? Niente di tutto questo. Gli arbitraggi in questione sono quelli finanziari. Apprendo dal Ft di oggi che durante la partita Inghilterra-Slovenia, decisiva per Albione e svoltasi a mercati aperti (dalle 16 alle 18), molti schermi dei trader di Londra hanno interrotto il solito pattern di grafici e quotazioni e si sono sintonizzati col Sudafrica. Ancora meglio, orde di colletti bianchi accaldati, rigorosamente British, si sono riversate nei pub dell’angolo, per un break di due ore in cui difficilmente si sarà parlato di lavoro (ma qualche trader ha portato pure dei clienti).
D’altra parte, però, le società della City si avvalgono di decine e decine di nazionalità diverse. Bene: i gruppi con il minor numero di inglesi hanno avuto, per quel lasso di tempo, un vantaggio competitivo mica da ridere. Alcuni rumors dicono che dossier riservati e delicati siano stati passati sotto banco ai colleghi americani, visto che molti omologhi londinesi non si trovavano alla scrivania. Addirittura molte emissioni di bond sono state ritardate perchè tanto non ci sarebbe stato nessun investitore pronto a comprare. In un modo o nell’altro, la partita ha alterato il normale andamento dei corsi azionari, facendo perdere e guadagnare soldi a molti a seconda del timing. Certo, somme irrisorie. Ma comunque somme.
Fenomeno analogo qualche mese fa negli Usa, quando al centro dell’attenzione c’era la conferenza stampa autoaccusatoria di Tiger Woods (si sa come sono gli americani, niente li appaga di più di vedersi allo specchio). Insomma, fenomeni mediatico-sportivo possono influenzare i mercati. Indipendentemente da quello che dicono e da come vanno a finire.
Pubblicato da economictag 