Oggi finalmente i pastai si presenteranno di fronte a Mr Prezzi, Roberto Sambuco, per spiegare l’aumento dei prezzi al consumo della pasta e difendersi dall’accusa di aver fatto cartello. Il costo della semola di grano duro è 23 centesimi, il prezzo medio al consumo è 1.65 euro. Sembra emergere la medesima dinamica che caratterizza la benzina: estrema reattività nei rialzi, grande vischiosità nei ribassi di prezzo. Giàper lo stesso motivo, l’Antitrust aveva comminato al settore una multa di 12.5 milioni di euro. Non proprio noccioline (anche perché sulla pasta non ci stanno un granché bene).
I produttori (tra cui i piccoli imprenditori agro-alimentari) si difendono affermando che la filiera produttiva è troppo lungo (così che le fatture vengono liquidate troppo tardi), vi sono oneri di marketing ineludibili (ma, se si fa cartello, il differenziale pubblicitario non è molto meno conveniente?) e che siano in atto comportamenti di “hedging” da parte dei pastai, che – memori della fiammata dei prezzi dei generi alimentari del 2008 – si tutelano imponendo ricarichi un po’ più alti. I signori dei maccheroni come i master of the universe di wolfiana memoria, insomma. La difesa, tuttavia, secondo le authorities non giustificherebbe un rialzo così smaccato. Vedremo oggi gli sviluppi.
Sarebbe bene, comunque, che tanta attenzione si rivolgesse anche ad altri mercati a forte concentrazione, a partire dalla telefonia giù giù fino ai trasporti. Ma questa è tutta un’altra storia.
P.S. Un approfondito dibattito al riguardo l’ho sentito su Radio24, a smentire l’”interessato disinteresse” di cui avevo tacciato il gruppo editoriale di Confindustria. Apologies.
Pubblicato da economictag 