Dracula, stai lontano dalla Cina

novembre 26, 2009

A Pechino il prezzo dell’aglio, di cui la Cina è il massimo esportatore mondiale, è 15 volte più alto di quanto fosse a marzo. I motivi? La diminuzione delle aree messe a coltura nel 2007-08 quando i prezzi dei bulbi sono crollati e, soprattutto, la convinzione che aiuti a tenere lontana l’influenza suina (e l’alito buono). Annusata l’aria (indovinate di cosa sapeva?), gli speculatori cinesi si sono subito messi all’opera per rastrellare la maggior quantità possibile di aglio, stoccarlo in enormi magazzini (procacciati grazie all’immensa liquidità che ha inondato i mercati negli ultimi mesi), contingentare l’offerta e puntare al rialzo. Il sottoterra del mercato ortofrutticolo di Shanghai, ad esempio, è invaso da corone d’aglio, mentre altrove è carente. Così il prezzo esplode verso l’alto, e le puntate degli speculatori/magazzinieri sbancano. Nelle tasche, milioni di dollari e di bulbi. Dracula, se leggi il blog per un po’ stai alla larga dalla Cina.


Happy future

novembre 17, 2009

Speculatori di tutto il mondo unitevi. In tempi in cui le vacche magre dell’economia reale tornano a nutrirsi agli abbeveratoi della finanza creativa, le orecchie di chi punta sperando al rialzo (va “lungo”, nel gergo finanziario) sono le prime a drizzarsi.

Non è un segreto che i movimenti speculativi come i futures o le opzioni di oggi sono buoni indicatori delle dinamiche di domani. Dall’apprezzamento dello yuan ai titoli “carbon offset” passando per le derrate alimentari, le vie della speculazione sono infinite. Resta da vedere quando gli investitori istituzionali supereranno la parvenza di ritrosia morale nel puntare forte, si siederanno attorno a un tavolo virtuale e cominceranno a pompare i corsi verso l’alto. Lo stanno già facendo, beninteso. Ma via via che l’abnorme ammontare di liquidità verrà ritirato (tradotto: il costo del denaro aumenterà e le banche concederanno ancora meno credito), i grandi speculatori si affretteranno a concertare un’offensiva rialzista prima che la festa finisca.

La verità è che in finanza l’aspettativa di una cosa è sempre più importante della cosa stessa. Il fatto che questa aspettativa sia sana o drogata alla fine non fa poi tanta differenza. E’ così che è sempre andata, leggere “Il grande crollo” di Galbraith sulla crisi del ’29 per credere. La vera magia sarebbe non farsi trascinare dalla corrente, solo che quasi nessun umano ci riesce.


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