Riprendo da MF – Milano Finanza (mi riesce un po’ più facile, adesso…), che apre con la rivolta delle aziende europee contro le nuove normative Ue, più stringenti, sull’utilizzo dei derivati.
Qual è l’argomento del contendere? Sull’esempio americano, anche la Commissione di Bruxelles vuole spostare le contrattazioni dei derivati da otc (over the counter, cioè su base bilaterale non regolamentata) su mercati pubblici, che siano tracciabili e trasparenti. Questi public exchanges richiedono uno sforzo finanziario in più: fornire sempre la copertura di un margine (requirement margin) per rassicurare la controparte.
In più, i mercati regolamentati si avvarrebbero di un istituto di garanzia, la camera di compensazione, che avrebbe proprio il compito di tenere in equilibrio le posizioni delle controparti attraverso i margini di garanzia depositati. In soldoni: mentre il valore di un titolo derivato sta scendendo, i requisiti di copertura aumentano, e la controparte può stare tranquilla. Il meccanismo funziona anche al contrario: se il derivato, secondo la pratica del mark to market, acquista valore, i margini da depositare scendono.
Per ottemperare alle richiestedi margine le aziende – specialmente quelle grosse che operano sui mercati globali, specialmente quelle che utilizzano i contratti derivati (tipicamente opzioni e futures) per fare hedging, cioé per coprirsi dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime, dei tassi di interesse, dei cambi in un prevedibile futuro – hanno bisogno di tanta liquidità.
E spesso queste aziende questa liquidità non ce l’hanno, o se la detengono serve loro per altre ragioni.
Da qui, la loro levata di scudi contro il proposito della Ue, che per loro significherebbe ulteriore ricorso ai finanziamenti. Da Shell a Bp, da Lufthansa a BA, da BMW a Daimler, tutti d’accordo che una simile risoluzione le strangolerebbe. “Noi – è la giustificazione – utilizziamo tali contratti solo per coprirci dai rischi. Chi ci specula sopra sono le banche“.
Vero: il primo a essere ridisegnato è il settore finanziario. Ma non può non balzare agli occhi che anche il mondo corporate deve stare più attento. Specialmente se non ha sviluppate competenze di finanza derivata. Specialmente se è troppo piccolo per poter sopportare gli eventuali rischi.
Insomma, un conto è indirizzare il pompiere verso il giusto incendio. Un altro è mettersi di traverso e non fare passare i pompieri.
Pubblicato da economictag